Industria 4.0A prescindere dall’esito del Brexit, l’industria farmaceutica rappresenta una imprescindibile risorsa economica per l’Italia. Tweet this

«Noi vogliamo il bene dell’Europa. Per questo speriamo che a giugno non ci sia il Brexit. Ma se dalle urne uscisse un risultato diverso chiedo, già da adesso a tutte le Istituzioni nazionali ed Europee, che l’Ema (European Medicines Agency) venga trasferita in Italia». A sostenere un eventuale vantaggio dell’Italia sugli altri Paesi dell’Unione Europea è Massimo Scaccabarozzi, il presidente di Farmindustria.

La richiesta di Scaccabarozzi è sostenuta dai fatti.

 

L’industria 4.0

L’Italia del farmaceutico per produzione in UE, con 30 miliardi nel 2015, è seconda solo alla Germania e il divario è sempre minore. Tale crescente fatturato è determinato per oltre il 70% dall’export. Il Pharma, inoltre, ha anche registrato un’interessante crescita dell’occupazione con 5.000 nuovi assunti negli ultimi due anni, di cui la metà under 30. Anche la ricerca ha registrato un trend positivo nell’ultimo biennio, con un crescita degli investimenti del 20%.

«Il farmaceutico – sostiene con orgoglio il presidente di Farmindustria – è in Italia il fiore all’occhiello dell’industria 4.0. Passi in avanti decisivi sono stati fatti anche nella ricerca: gli investimenti sono in forte crescita, con un aumento della quota degli studi clinici italiani a livello europeo e con successi internazionali nelle terapie avanzate e nelle malattie rare».

Per questa ragione, se l’esito del Brexit – termine con cui si indica il referendum sulla “Britain Exit” che si terrà il 23 giugno in tutta la Gran Bretagna e in cui i cittadini avranno il diritto di scegliere se la Gran Bretagna resterà o meno nell’Unione Europea – fosse negativo, l’Italia potrebbe essere il Paese ideale per accogliere la nuova sede dell’EMA. Anche grazie alla recente stabilità normativa del Governo, che ha consentito di incrementare gli investimenti.

«Un ecosistema per molti versi di eccellenza dunque, per merito di Imprese e Istituzioni, tra le quali Aifa riconosciuta ormai a livello internazionale come una best practice per l’innovatività dei modelli di accesso ai farmaci».

A prescindere dall’esito del Brexit, l’industria farmaceutica rappresenta una solida realtà e – soprattutto – una imprescindibile risorsa economica per l’Italia.