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Sørensen, CEO Novo Nordisk, si dimette. Comincia un colossale rimpasto nell’azienda danese. Tweet this

Settembre è il mese della ripresa. Il mondo del pharma non fa eccezione a tale regola. La stagione autunnale 2016 si apre, addirittura, con una sorpresa inaspettata: Lars Rebien Sørensen, amministratore delegato di Novo Nordisk dal 2000, si dimetterà alla fine dell’anno.

Le dimissioni di Sørensen, che avrebbe dovuto rimanere a capo dell’azienda danese fino al 2019, hanno generato un vero e proprio “rimpasto” tra le alte cariche di Novo Nordisk.

Sørensen sarà sostituito da Lars Fruergaard Jørgensen, che attualmente ricopre il ruolo di vice presidente esecutivo e responsabile dello sviluppo aziendale. Tale posizione sarà affidata a Jakob Riis, il quale lascerà la sua posizione di capo di Cina, Pacifico e di marketing, per diventare vice presidente e capo delle operazioni del Nord America, sostituendo Jesper Høiland che – invece – si è dimesso.

Non è tutto. Maziar Mike Doustdar resta a capo delle operazioni internazionali, ma le sue funzioni saranno esteso a tutte le aree, fatta eccezione per il Nord America; mentre Jerzy Gruhn si è dimesso dal gruppo di gestione esecutiva, ma conserva la posizione a capo dell’Europa.

Göran Ando, presidente di Novo Nordisk, non ha dubbi e dichiara che succedere a Sørensen «è un compito arduo – soprattutto perché, chiarisce Ando – Sørensen ha guidato la Novo Nordisk nel processo che l’ha resa una società farmaceutica globale, di grande successo e altamente rispettata».

 

A Sørensen si attribuisce, infatti, la sensazionale escalation delle sorti di Novo Nordisk, grazie alla decisione di dare priorità al portfolio diabete della società, scelta che ha sicuramente contribuito a garantirgli lo scorso anno il prestigioso riconoscimento di best-performing CEO del mondo dalla Harvard Business Review. Proprio tale svolta ha consentito a Novo di scalzare Sanofi dalla posizione di leader nel diabete.

La nomina di Jørgensen è il frutto di un rigoroso processo di selezione e Jørgensen potrebbe rivelarsi – come sostiene il presidente Ando – «un driver per il cambiamento».

 

Eguagliare il miglior CEO dell’anno non sarà decisamente semplice, soprattutto se si considera che l’azienda danese si trova a fare i conti con la crescente concorrenza dei prodotti insulinici biosimilari, così come con la pressione al ribasso sui prezzi, situazione particolarmente evidente negli Stati Uniti.

Inoltre, ritardi per alcuni nuovi prodotti chiave come il Tresiba, un’insulina basale, hanno bloccato la performance finanziaria dell’azienda.

In bocca al lupo!

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